Come, quando e perchè sono diventata fotografa paesaggista

Ho sempre fotografato, fin da piccola con la macchina fotografica presa in prestito alla mamma e mi è sempre piaciuto viaggiare. Vien da se che ho sempre usato il mezzo fotografico per portare a casa un documento storico, una memoria del momento vissuto, ma questo poteva essere sia il ritratto di un bel paesaggio come quello di una persona conosciuta. Non sono mai stata paesaggista fino a che un’alba ha cambiato la mia visione fotografica ed in definitiva la mia vita.

 

Ero in vacanza a Comino, piccolissima isoletta dell'arcipelago delle Calipsee con Malta e Gozo, diventata famosa negli anni 80 per aver ospitato le scene del film "Laguna Blu" e frequentata per i colori di questa meravigliosa ma frequentatissima spiaggia. Decisi di visitarla qualche anno fa e per poterla godere oltre le ore in cui viene assalita da frotte di barche turistiche sono rimasta a dormire qualche notte nell'unico e piccolo complesso turistico che era presente allora sull'isola ed il giorno del mio compleanno, il 30 agosto, decisi di festeggiare andando a fotografare il sole che sorgeva sul mare, fatto per me insolito dato che vivendo tra Genova e la Liguria di levante nell’acqua l’ho quasi sempre visto tramontare.

Mi sono alzata presto, ma scrivendone e ripensando a tutte le levatacce che ho fatto poi negli anni seguenti per andare a fotografare l’alba mi viene da sorridere perché svegliarsi alle 6 del mattino per vedere il sorgere del sole è decisamente un orario comodo!

 

Ho camminato sull’isola per raggiungere il punto da cui avrei aspettato il sorgere del sole nel buio e nel silenzio più assoluto ed è stata una bellissima sensazione quella di svegliarmi prima del resto del piccolo mondo che mi ospitava.

 

Arrivata sullo scoglio che ritenevo il più adatto, piatto e abbastanza largo, ho aperto il piccolo cavalletto che avevo con me, posizionato la macchina ed aspettato. Quando dopo poco tempo il cielo ha cominciato a colorarsi di rosso prima timidamente, quasi a non voler svegliare gli esseri viventi di soprassalto, poi sempre più di rosso fuoco e quando infine il sole ha cominciato a salire dando l’impressione di uscire dal mare, per tutto il tempo sono rimasta a bocca aperta, felice come una bambina, con le lacrime agli occhi guardando questo miracolo del giorno che stava nascendo.

Stavo immobile tentando di sentire il rumore del sole che esce dall’acqua come avevo letto da piccola in una favola. Naturalmente so che il sole non sorge dall’acqua e che non riusciamo a percepire nessun rumore proveniente dalla nostra stella, ma era un momento così magico per me che davvero non mi sarei stupita se avessi sentito arrivare lo sfrigolare dell’acqua dal punto esatto in cui sorgeva. Sono rimasta estasiata di fronte a quel miracolo fino a che il sole è uscito completamente all’orizzonte ed è diventato giorno pieno.

 

Conclusione, quella mattina non ho scattato nemmeno una foto ma ho deciso in quel preciso momento che tutto quello che volevo era replicare quegli attimi di pura felicità. E’ stato uno dei momenti più belli ed intensi della mia vita, ero felice e sapevo che per continuare a provare quelle sensazioni mi sarei dedicata alla fotografa di paesaggio.

 

La mattina dopo ho convinto il mio compagno a seguirmi nella notte che stava finendo per vedere quella meraviglia che non poteva davvero perdersi. E finalmente ho scattato le mie fotografie, ero nuovamente felice ma consapevole di quello che avrei visto ed avrei provato sono riuscita a concentrarmi sullo scatto da fare.

La stessa cosa qualche anno dopo mi è poi capitata quando ho visto per la prima volta l’aurora boreale, sono rimasta a bocca aperta, felice ed in totale ammirazione, direi in totale fusione con la meraviglia che stato vivendo ed anche in quell’occasione le fotografie sono arrivate dal suo secondo apparire innanzi ai miei occhi.

 

Da quell’alba nell’isola di Comino sono passati sette anni e per tentare di trasmettere anche solo una piccola parte delle sensazioni che provo quando sono al cospetto della natura e della sua meraviglia mi sono applicata, ho letto tanto, ho studiato la tecnica che va dalle impostazioni della macchina fotografica, all’uso dei filtri, allo sviluppo in camera chiara. Ho partecipato a corsi e workshop ma la lezione più importante è stata quella che ho imparato da sola ossia che non si può portare a casa un’emozione se non la si prova e che diversi sono i fattori essenziali per fare una buona fotografia di paesaggio quali la pianificazione e la pre-visione dello scatto ma non meno importante è il raccoglimento o se si preferisce dire il silenzio interiore (ma se c’è anche all’esterno meglio).

 

Ormai esistono macchine fotografiche da cinquemilamilioni di pixel che permettono la massima nitidezza che va tanto di moda ma insieme ai filtri di ultima uscita appartengono alla parte più facile del mestiere del fotografo paesaggista, perchè le nuove tecnologie si comprano, basta aprire il portafogli, così come la tecnica si impara, basta studiare ed applicarsi,  ma la sensibilità non si acquista. Però credo che lavorando su noi stessi si possa fare propria ma rimane comunque se è la parte più difficile e sicuramente la più importante.

 

La fotografia di paesaggio nonostante sia il primo genere a cui molti si avvicinano quando scattano le prime immagini non è per nulla facile, certo è semplice ritrarre un paesaggio ma serve una visione artistica, un rapporto intimo con quanto abbiamo di fronte per riuscire a creare qualcosa di unico di diverso alle migliaia di immagini già viste.

Sarà per questo che amo molto di più l’alba che il tramonto, non solo per quanto ho provato sull’isola di Comino e non solo perché sia più difficile azzeccare un’alba con buoni colori in cielo piuttosto che un tramonto che, grazie all’esperienza, è abbastanza prevedibile ma soprattutto perché l’alba equivale a prezioso e impagabile silenzio. Silenzio che permette di ascoltarsi, di raccogliersi, di vivere il momento, tutti atti che ritengo imprescindibili per tornare a casa con uno scatto soddisfacente.

 

Perché alla fine il segreto è solo uno e magistralmente descritto da Henri Cartier-Bresson “E’ un’illusione che le foto si facciano con la macchina.... si fanno con gli occhi, con il cuore, con la testa.

 

Alla prossima ;-)

 

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Commenti: 4
  • #1

    Massimo Massarenti (martedì, 06 marzo 2018 21:46)

    Una bella pagina di vita.
    Ora cercherò le tue foto per conoscerti meglio.
    Hai impaginato da “vergine”, ben giustificato �

    Buona settimana.

  • #2

    Teresa Iannone (domenica, 11 marzo 2018 12:55)

    Bella pagina .
    Belle le tue foto molto interessanti.

  • #3

    Flavia Mauri (domenica, 11 marzo 2018 14:06)

    Grazie Massimo Massarenti. del commento e soprattutto sull'impaginazione :-) Sono neofita di blog e apprezzo molto tutti i consigli, ho corretto l'impostazione, in effetti è più fruibile e simpatico. Grazie :-)

  • #4

    Flavia Mauri (domenica, 11 marzo 2018 14:07)

    Grazie mille Teresa Iannone, felicissima del tuo commento :-)